Cos’è StarCitizen?



“Star Citizen sarà il videogioco più complesso di sempre. Quello più strutturato, più profondo. Anzi, facciamola breve: Star Citizen sarà il gioco più bello a memoria di videogiocatore.

D’accordo: ammesso e non concesso vedrà mai la luce.

Bramato come il nirvana da milioni di fedelissimi che negli anni – sette per l’esattezza, roba tipo I Promessi sposi del Manzoni in quanto a gestazione – hanno aperto volentieri il portafoglio facendolo diventare il progetto in crowdfunding più proficuo di sempre (è nel “Guinness” dal 2014), da altrettanti è sbeffeggiato senza pietà, addirittura considerato l’astro più luminoso e caduco dell’intero settore. Rimane una certezza; anche esclusi primati e cifre, già oggi Star Citizen ha un merito unico: non sarà solo un gioco. Meglio, sarà tutto un gioco. Nel senso che la visione di Chris Roberts, sempre venga realizzata, darà vita a un universo parallelo. Questo sarà Star Citizen: un altro mondo, una realtà contigua alla nostra in cui essere e fare qualsiasi cosa, dai commercianti spaziali ai colonizzatori, dagli Han Solo da salotto ai dominatori dell’universo. Vada come vada, il simulatore spaziale di Cloud Imperium Games potrebbe, anzi dovrebbe, essere la cosa più vicina a quell’Oasis immaginato dall’Ernest Cline di Ready Player One, un’altra dimensione in cui trasportarsi per realizzarsi in pieno, anche sfogando quello che è frustrato da questa parte.

Sì, lo sapeva bene pure Steven Spielberg, che Oasis l’ha portato al cinema. Non a caso, come Cline, anche lui è un demiurgo contemporaneo. Sono moderni creatori di mondi.

Proprio come Roberts e la sua Cloud Imperium Games. Proprio come Star Citizen.”

Articolo preso da: EuroGamer.it

“Il titolo promette dunque di presentarsi come un MMO ambientato all’interno di un mondo persistente (un universo in costante evoluzione e metamorfosi, tanto ad opera dell’utenza quanto conseguentemente alle caratteristiche del gioco stesso). Sarà presente una componente FPS, nonché un complesso sistema economico definito “dinamico”, capace quindi di influenzare la playerbase quanto di venire influenzato dalle azioni dei giocatori, pur essendo focalizzato principalmente sugli NPC. Tra le possibilità offerte troveremo un sistema di commercio tale da consentirci di guadagnare una valuta in-game, spendibile per comprare, riparare ed upgradare navi spaziali. Anche fabbriche e miniere (utili a produrre materiale da utilizzare/vendere/scambiare) saranno acquistabili, similmente agli armamenti utilizzabili nelle varie modalità. Sì, perché all’esplorazione dell’universo si affiancheranno una serie di missioni e combattimenti a bordo di navi spaziali, con occasionali eventi scriptati per aggiungere un tocco di caratterizzazione al tutto.
I giocatori non saranno separati da differenti server, tuttavia verrà introdotto un sistema di matchmaking a istanze per permettere di scontrarsi in battaglie di varia natura; sarà possibile stabilire quanto rendersi visibili al resto dei players, così come approdare su pianeti “senza leggi” prendendo parte a sfide terrene. Nonostante ciò, è stata confermata la presenza di server privati personalizzabili a piacimento; anche determinate modalità relative alle sezioni FPS saranno marcatamente modificabili, adattandosi ai gusti dei giocatori. Il team di sviluppo ha dichiarato su Reddit come la componente dello shooting si ispiri a quella di titoli del calibro di Killzone, Rainbow Six e Counter Strike.
I players potranno aderire a fazioni o finire in determinate categorie legate al proprio comportamento in-game, creando vere e proprie divisioni con il resto dell’utenza (tali da sfociare talvolta in effettivi conflitti); si potrà scegliere di “darsi al crimine” diventando pirati o contrabbandieri, ma anche di lavorare per l’Impero -formalmente, United Empire of Earth Navy- arruolandosi come pilota militare per la difesa delle frontiere o aiutando come cacciatore di taglie. Ciò non impedirà uno stile di gioco più “tranquillo” come quello del semplice pilota o mercante/imprenditore spaziale.
Il fulcro dell’esperienza resta tuttavia l’esplorazione spaziale, resa (sulla carta) profonda e credibile quanto mai visto prima; non solo grazie ad un livello di attenzione per i dettagli apparentemente viscerale, quanto anche per il feel di trovarsi effettivamente in un vastissimo universo sandbox vivo e vibrante.
Senza contare, poi, la resa grafica impressionante (non soggetta ai limiti delle console), l’intelligenza artificiale delle navi nemiche e non, nonché gli update settimanali -promessi dal team di sviluppo- atti ad introdurre costantemente campagne, missioni e nuovi elementi di gioco.
Sembra che il titolo intenda restare volontariamente lontano dal modello pay to win, e non richiederà alcun tipo di abbonamento.
La carne al fuoco è tanta, forse troppa: la mole di contenuti annunciati è spropositata, e pare difficile credere che il tutto possa essere rilasciato all’interno di un singolo, gigantesco pacchetto. Infatti, si è deciso in corso d’opera di spezzettare il gioco in frammenti, resi disponibili all’utenza col passare del tempo.” 

Articolo preso da: SpazioGames.it